PUTIN AT VALDAI

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FULL TEXT OF THE ORIGINAL SPEECH THAT WAS WRITTEN AND PRONOUNCED BY VLADIMIR PUTIN AT THE VALDAI DISCUSSION CLUB ON OCTOBER 19, 2017

Tuesday, November 21, 2017

Manlio Dinucci -- L’arte della guerra: Nasce la Pesco costola della Nato





L’arte della guerra

Nasce la Pesco costola della Nato

Manlio Dinucci

Dopo 60 anni di attesa, annuncia la ministra della Difesa Roberta Pinotti, sta per nascere a dicembre la Pesco, «Cooperazione strutturata permanente» dell’Unione europea nel settore militare, inizialmente tra 23 dei 27 stati membri.

Che cosa sia lo spiega il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Partecipando al Consiglio degli affari esteri dell’Unione europea, egli sottolinea «l’importanza, evidenziata da tanti leader europei, che la Difesa europea debba essere sviluppata in modo tale da essere non competitiva ma complementare alla Nato». Il primo modo per farlo è che i paesi europei accrescano la propria spesa militare: la Pesco stabilisce che, tra «gli impegni comuni ambiziosi e più vincolanti» c’è «l’aumento periodico in termini reali dei bilanci per la Difesa al fine di raggiungere gli obiettivi concordati».

Al budget in continuo aumento della Nato, di cui fanno parte 21 dei 27 stati della Unione europea, si aggiunge ora il Fondo europeo della Difesa attraverso cui la Ue stanzierà 1,5 miliardi di euro l’anno per finanziare progetti di ricerca in tecnologie militari e acquistare sistemi d’arma comuni. Questa sarà la cifra di partenza, destinata a crescere nel corso degli anni.

Oltre all’aumento della spesa militare, tra gli impegni fondamentali della Pesco ci sono «lo sviluppo di nuove capacità e la preparazione a partecipare insieme ad operazioni militari».

Capacità complementari alle esigenze della Nato che, nel Consiglio Nord Atlantico dell’8 novembre, ha stabilito l’adattamento della struttura di comando per accrescere, in Europa, «la capacità di rafforzare gli Alleati in modo rapido ed efficace». Vengono a tale scopo istituiti due nuovi comandi. Un Comando per l’Atlantico, con il compito di mantenere «libere e sicure le linee marittime di comunicazione tra Europa e Stati uniti, vitali per la nostra Alleanza transatlantica».

Un Comando per la mobilità, con il compito di «migliorare la capacità di movimento delle forze militari Nato attraverso l’Europa». Per far sì che forze ed armamenti possano muoversi rapidamente sul territorio europeo, spiega il segretario generale della Nato, occorre che i paesi europei «rimuovano molti ostacoli burocratici». Molto è stato fatto dal 2014, ma molto ancora resta da fare perché siano «pienamente applicate le legislazioni nazionali che facilitano il passaggio di forze militari attraverso le frontiere». La Nato, aggiunge Stoltenberg, ha inoltre bisogno di avere a disposizione, in Europa, una sufficiente capacità di trasporto di soldati e armamenti, fornita in larga parte dal settore privato.

Ancora più importante è che in Europa vengano «migliorate le infrastrutture civili – quali strade, ponti, ferrovie, aeroporti e porti – così che esse siano adattate alle esigenze militari della Nato».
In altre parole, i Paesi europei devono effettuare a proprie spese lavori di adeguamento delle infrastrutture civili per un loro uso militare: ad esempio, un ponte sufficiente al traffico di pullman e autoarticolati dovrà essere rinforzato per permettere il passaggio di carrarmati.

Questa è la strategia in cui si inserisce la Pesco, espressione dei circoli dominanti europei che, pur avendo contrasti di interesse con quelli statunitensi, si ricompattano nella Alleanza atlantica sotto comando statunitense quando entrano in gioco gli interessi fondamentali dell’Occidente messi in pericolo da un mondo che cambia.

Ecco allora spuntare la «minaccia russa», di fronte alla quale si erge quella «Europa unita» che, mentre taglia le spese sociali e chiude le sue frontiere interne ai migranti, accresce le spese militari e apre le frontiere interne per far circolare liberamente soldati e carrarmati.

Il manifesto, 17 novembre 2017

Sunday, November 19, 2017

Manlio Dinucci -- Per liberare l’Italia dalle atomiche non basta una



Per liberare l’Italia dalle atomiche non basta una firma 



Manlio Dinucci

L’Ican, coalizione internazionale di organizzazioni non-governative insignita del Premio Nobel per la Pace 2017, comunica che 243 parlamentari italiani hanno firmato l’Impegno Ican a promuovere la firma e la ratifica da parte del Governo italiano del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, adottato dalle Nazioni Unite il 7 luglio 2017.

All’Articolo 1 il Trattato stabilisce che «ciascuno Stato parte si impegna a non permettere mai, in nessuna circostanza, qualsiasi stazionamento, installazione o spiegamento di qualsiasi arma nucleare nel proprio territorio; a non ricevere il trasferimento di armi nucleari né il controllo su tali armi direttamente o indirettamente». All’Articolo 4 il Trattato stabilisce: «Ciascuno Stato parte che abbia sul proprio territorio armi nucleari, possedute o controllate da un altro Stato, deve assicurare la rapida rimozione di tali armi».

Impegnandosi a promuovere l’adesione dell’Italia al Trattato Onu, i 243 parlamentari si sono quindi impegnati a promuovere:


  1. la rapida rimozione dal territorio italiano delle bombe nucleari Usa B-61 e la non-installazione delle nuove B61-12 e di qualsiasi altra arma nucleare;
  2. l’uscita dell’Italia dal gruppo di paesi che, nella Nato, «forniscono all’Alleanza aerei equipaggiati per trasportare bombe nucleari, su cui gli Stati uniti mantengono l’assoluto controllo, e personale addestrato a tale scopo» (The role of NATO’s nuclear forces);
  3. l’uscita dell’Italia dal Gruppo di pianificazione nucleare della Nato, in base all’Articolo 18 del Trattato Onu che permette agli Stati parte di mantenere gli obblighi relativi a precedenti accordi internazionali solo nei casi in cui essi siano compatibili col Trattato.


I parlamentari che hanno firmato tale impegno appartengono ai seguenti gruppi: 95 al Partito democratico, 89 al Movimento 5 Stelle, 25 ad Articolo 1-Mdp, 24 a Sinistra italiana-Sel, 8 al Gruppo misto, 2 a Scelta civica.

Nel dibattito alla Camera, il 19 settembre scorso, solo i gruppi Sinistra italiana-Sel e Articolo 1-Mdp hanno chiesto la rimozione delle armi nucleari dall’Italia, come prescrive il  Trattato di non-proliferazione, e l’adesione al Trattato Onu. 


Il Movimento 5 Stelle ha chiesto al governo solo di «relazionare al Parlamento sulla presenza in Italia di armi nucleari e dichiarare l'indisponibilità dell'Italia ad utilizzarle».

La Lega Nord ha chiesto di «non rinunciare alla garanzia offerta dalla disponibilità statunitense a proteggere anche nuclearmente l'Europa e il nostro paese».

Il Partito democratico – con la mozione di maggioranza approvata nella stessa seduta anche con i voti di Gruppo misto, Scelta civica, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Alternativa popolare, Democrazia solidale – ha impegnato il governo a «continuare a perseguire l'obiettivo di un mondo privo di armi nucleari» (mentre mantiene in Italia armi nucleari violando il Trattato di non-proliferazione) e a «valutare, compatibilmente con gli obblighi assunti in sede di Alleanza atlantica, la possibilità di aderire al Trattato Onu». Il Governo ha espresso «parere favorevole» ma il giorno dopo, insieme agli altri 28 del Consiglio nord-atlantico, ha respinto in toto e attaccato il Trattato Onu.

I parlamentari di Pd, Gruppo misto e Scelta civica, e quelli del M5S, che hanno firmato l’Impegno Ican differenziandosi dalle posizioni dei loro gruppi,  devono a questo punto dimostrare di volerlo mantenere, promuovendo con gli altri una chiara iniziativa parlamentare perché l’Italia firmi e ratifichi il Trattato Onu sulla proibizione delle armi nucleari. 

Lo deve fare in particolare Luigi Di Maio, firmatario dell’Impegno Ican, per la sua posizione rilevante di candidato premier. Aspettiamo di vedere nel suo programma di governo l’impegno ad aderire al Trattato Onu, liberando l’Italia dalle bombe nucleari Usa e da qualsiasi altra arma nucleare.

(il manifesto, 19 novembre 2017)  

ROMÎNA -- COMUNICATUL COORDENARII NATIONALE AL COMISIEI ITALIENE «NU RAZBOIULUI, NU PENTRU NATO»

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COMUNICATUL COORDENARII NATIONALE AL COMISIEI ITALIENE
«NU RAZBOIULUI, NU PENTRU NATO»

Lucram pentru ca Italia sa semneze si sa ratifice Tratatul asupra Interzicerii Armelor Nucleare, adoptat de Natiunile Unite.
ICAN, coalitia internationala a organizatiilor ne-guvernamentale, premiata cu Premiul Nobel pentru Pace 2017, informeaza ca 243 deputati italieni au semnat Promisiunea Parlamentara al ICAN, angajîndu-se sa promoveze semnatura si ratificarea de catre guvernul italian, al Tratatului de Interzicere al armelor nucleare, adoptata de Natiunile Unite, pe 7 Iunie 2017.
Articolul 1º al tratatului stabileste: ”Fiecare Stat Parte, se angajeaza sa nu permita, în nici o circumstanta, orice mod de detinere, instalare sau implantare de orice arma nucleara sau a oricarui alt dispozitiv nuclear exploziv pe teritoriul sãu, sau în oricare alt loc sub jurisdictia sa controlul sau; a nu primi transferinta de arme nucleare sau sa controleze  asemenea arme, sau alte arme nucleare explozive, direct sau indirect”. Articolul 4º al Tratatului stabileste: ”Fiecare Stat Parte care are arme nucleare pe teritoriul sau, care apartin sau sunt controlate de un alt Stat, trebuie sa asigure îndepartarea rapida a asemenea arme”.
Angajîndu-se sa promoveze semnarea si ratificarea, din partea Guvernului italian, al Tratatului asupra Interzicerii de Arme Nucleare implica deci, pentru semnatarii Promisiunii Parlamentare al ICAN, angajamentul de a promova:
        Îndepartarea rapida de pe teritoriul italian al bombelor nucleare americane B-61, si ne-instalarea de noi bombe nucleare americane B61-12, sau a oricarei alte arme nucleare;
        Iesirea Italiei din grupul de tari care în cadrul NATO, «ofera Alianta avioanelor echipate pentru a transporta bombe nucleare, asupra carora Statele-Unite detin un control absolut, si personal instruit pentru acest scop» The role of NATO’s nuclear forces = O papel das forças nucleares da NATO);
        Iesirea Italiei din Grupul de Planificare Nucleara al NATO, în conformitate cu articolul 18 al Tratatului de la ONU, care permite Statelor Parti sa-si mentina obligatiile lor respective acordurilor internationale anterioare, numai atunci cînd sunt compatibile cu Tratatul.
Invitam toate asociatiile si persoanele învaluite în dezarmarea nucleara, sa intre în contact cu fiecare dintre cei 243 de parlamentari*, cerîndu-le sa confirme explicit angajamentele mai sus mentionate, cu semnatura Promisiunii Parlamentare al ICAN, si sa dea maximul ajutor cui raspunde pozitiv, pentru ca Parlamentul sa decida ca Italia sa semneze si sa ratifice Tratatul asupra Interzicerii de Arme Nucleare.
*Aceasta este lista, publicata în site-ul ICAN, a parlamentarilor italieni care au semnat Promisiunea Parlamentara al ICAN, în site-urile Camerei Deputatilor si a Senatului:
Donatella Agostinelli, Roberta Agostini, Giorgio Airaudo, Luisella Albanella, Ferdinando Alberti, Tea Albini, Maria Amato, Ileana Argentin, Tiziano Arlotti, Massimo ArtiniMarco Baldassarre, Massimo Enrico Baroni, Giovanni BarozzinoTatiana Basilio, Sergio Battelli, Lorenzo Becattini, Eleonora Bechis, Silvia Benedetti, Marina Berlinghieri, Paolo Bernini, Massimiliano Bernini, Nicola Bianchi, Stella Bianchi, Fabrizio Bocchino, Antonio Boccuzzi, Lorenza Bonaccorsi,Alfonso Bonafede, Franco Bordo, Luisa Bossa, Chiara Braga, Paola Bragantini, Alessandro Bratti, Giuseppe Brescia, Beatrice Brignone, Marco BrugnerottoFrancesca Businarolo, Mirko Busto,Vanessa Camani, Azzurra Cancelleri, Salvatore Capone, Sabrina Capozzolo, Renzo Carella, Francesco Cariello, Paola Carinelli, Anna Maria Carloni, Elena Carnevali,Mara Carocci, Marco Carra, Ezio Casati, Vincenzo Caso, Laura Castelli, Andrea Cecconi, Susanna Cenni, Massimo Cervellini, Silvia Chimienti, Eleonora Cimbro,Tiziana Ciprini, Giuseppe Civati, Laura  Coccia, Matteo Colaninno, Andrea Colletti, Vega Colonnese, Claudio Cominardi, Miriam Cominelli, Emanuela Corda, Maria Coscia, Celeste Costantino, Roberto Cotti, Paolo Cova, Emanuele Cozzolino, Filippo Crimì, Davide Crippa, Diego Crivellari, Gianni Cuperlo, Angelo D’Agostino, Giuseppe D’Ambrosio, Federico D’Incà, Umberto D’Ottavio, Francesco D’Uva, Marco Da Villa, Fabiana Dadone, Federica Daga, Matteo Dall’Osso, Giuseppe De Cristofaro, Diego De Lorenzis, Loredana De Petris, Massimo Felice De Rosa, Daniele Del Grosso, Michele Dell’Orco, Ivan Della Valle, Alessandro Di Battista, Chiara Di Benedetto, Luigi Di Maio, Manlio Di Stefano, Federica Dieni, Donatella Duranti, Marilena Fabbri, Mattia Fantinati, Daniele Farina, Stefano Fassina, Marco Fedi,Francesco Ferrara, Vittorio Ferraresi, Andrea Ferro, Roberto Fico, Massimo Fiorio, Vincenzo Folino, Cinzia Fontana, Paolo Fontanelli, Filippo Fossati, Riccardo Fraccaro, Nicola Fratoianni, Luca Frusone, Maria Chiara Gadda, Chiara Gagnarli, Filippo Gallinella, Luigi Gallo, Laura  Garavini, Daniela Gasparini, Manuela Ghizzoni,Anna Giacobbe, Dario Ginefra, Silvia Giordano, Giancarlo Giordano, Andrea Giorgis, Maria Luisa Gnecchi, Marta Grande, Gero Grassi, Monica Gregori, Giulia Grillo,Giuseppe Guerini, Antonella Incerti, Florian Kronbichler. Giuseppe L’Abbate, Luigi Lacquaniti, Enzo Lattuca, Fabio Lavagno, Mirella Liuzzi, Roberta Lombardi,Marialucia Lorefice, Loredana Lupo, Patrizia Maestri, Andrea Maestri, Ernesto Magorno, Gianna Malisani, Matteo Mantero, Daniele Marantelli, Giulio Marcon, Raffaella Mariani, Umberto Marroni, Giovanna Martelli, Maria Marzana, Toni Matarrelli, Davide Mattiello, Alessandro Mazzoli, Gianni Melilla, Marco Miccoli, Salvatore Micillo,Corradino Mineo, Emiliano Minnucci, Margherita Miotto, Antonio Misiani, Michele Mognato, Sara Moretto, Delia Murer, Martina Nardi, Giulia Narduolo, Dalila Nesci,Nicodemo Oliverio, Giovanni Paglia, Erasmo Palazzotto, Annalisa Pannarale, Paolo Parentela, Oreste Pastorelli, Luca Pastorino, Serena Pellegrino, Caterina Pes,Daniele Pesco, Alessia Petraglia, Cosimo Petraroli, Ileana Piazzoni, Giuditta Pini, Michele Piras, Girolamo Pisano, Antonio Placido, Fabio Porta, Ernesto Preziosi,Stefano Quaranta, Lia Quartapelle, Stefano Quintarelli, Michele Ragosta, Roberto Rampi, Ermete Realacci, Franco Ribaudo, Lara Ricciatti, Gianluca Rizzo, Grazia Rocchi, Giuseppe Romanini, Paolo Nicolò Romano, Paolo Rossi, Anna Rossomando, Michela Rostan, Carla Ruocco, Giovanna Sanna, Francesco Sanna, Giulia Sarti,Mario  Sberna, Emanuele Scagliusi, Gea Schirò, Chiara Scuvera, Samuele Segoni, Angelo Senaldi, Marina Sereni, Camilla Sgambato, Carlo Sibilia, Girgis Giorgio Sorial, Maria Edera Spadoni, Arianna Spessotto, Veronica Tentori, Patrizia Terzoni, Marietta Tidei, Angelo Tofalo, Danilo Toninelli, Davide Tripiedi, Mario  Tullo,Tancredi Turco, Gianluca Vacca, Simone Valente, Andrea Vallascas, Franco Vazio, Liliana Ventricelli, Valentina Vezzali, Stefano Vignaroli, Alessio Villarosa, Sandra Zampa, Alessandro Zan, Giorgio Zanin, Pippo Zappulla, Filiberto Zaratti, Diego Zardini, Davide Zoggia, Alberto Zolezzi, Brando Benifei MEP.
European Parliament
Brando Benifei MEP
 Tradus: Light Journalist



Saturday, November 18, 2017

Who Gets to Push the Nuclear Button? Paul Craig Roberts

Who Gets to Push the Nuclear Button?



Who Gets to Push the Nuclear Button?
Paul Craig Roberts
William Binney is the former National Security Agency (NSA) official who created NSA’s mass surveillance program for digital information. He says that if the Russian government had conspired with Trump, hacked the Democratic National Committee’s computer, or in any way influenced the outcome of the last US presidential election, the National Security Agency would have the digital evidence. The fact that we have been listening to the unsubstantiated charges that comprise “Russiagate” for more than one year without being presented with a scrap of evidence is complete proof that Russiagate is entirely fake news.
The fake news originated with CIA director John Brennan and FBI director Comey conspiring with the DNC in an effort to discredit and unseat President Trump and at a minimum prevent him from damaging the vast power and profit of the military/security complex by normalizing relations with Russia.
Consider what this means. The directors of the CIA and FBI made up a totally false story about a newly elected President and fed the lies to the presstitutes and Congress. The presstitutes never asked for a drop of evidence and enlarged the Brennan/Comey lie with a claim that all 17 US intelligence agencies had concluded that Russia had interfered. In actual fact, a handful of carefully selected people in three of the agencies had prepared, perhaps under duress, a conditional report that had no evidence behind it.
That it was fake news created to control President Trump was completely obvious, but corrupt security officials, corrupt senators and representatives, a corrupt DNC, and corrupt media used constant repetition to turn a lie into truth.
Having shoved Trump into the militarist camp, his enemies have turned on Trump as an unstable, volatile person who might push the button. Senator Bob Corker (R, TN) and Senator Chris Murphy (D,CT) are using the Senate Foreign Relations Committee to portray President Trump as a quixotic person who shouldn’t have his finger on the nuclear button. We have gone full circle, from Trump who wants to defuse nuclear tensions to Trump who might push the button.
If Senators Corker and Murphy were really concerned and not just orchestrating a new way to attack Trump, they would bring out the fact that Russiagate is a hoax that has made nuclear war more likely. As I have pointed out, Washington has convinced Moscow that Washington is planning a surprise nuclear attack on Russia and also collecting Russian DNA for a tailored Russian-specific bio-weapon. I cannot think of anything more likely to trigger nuclear war than the escalated tensions that Russiagate is preventing Trump from reducing. See: https://www.paulcraigroberts.org/2017/11/13/will-america-survive-washington-paul-craig-roberts/
For the record, contrary to the erroneous assertions of “nuclear experts,” the president cannot simply order a nuclear attack. The president either has to accept a Joint Chiefs war plan and order a launch when the military is ready or he has to accept the advice of his national security adviser to launch in retaliation for incoming enemy ICBMs. If a president simply ordered a nuclear strike, he would be ignored.
If it is not the president who must make the nuclear decision, who is it to be? The military? We should be thankful that that was not the case when the Joint Chiefs pressured President John F. Kennedy to approve a nuclear attack on the Soviet Union.
The question who should have launch authority is an easy one to answer. No one.
If nuclear missiles are incoming, launching does not protect you. You are already going to be destroyed. Why destroy the other side of the world in an act of revenge. It is pointless.
There is no such thing as a preemptive strike that prevents retaliation.
Nuclear war is an act of insanity. Nothing can justify it.
The purpose of diplomacy is to prevent war. However, ever since the Clinton regime attacked Serbia, US diplomacy has been used to cause wars. During the 16-years of George W. Bush and Obama the US destroyed in whole or part seven countries, killing and maiming millions of peoples and producing millions of refugees. Not a single one of these wars was justified. Everyone of these wars was based in lies. The last US government that showed any respect at all for truth was the George H. W. Bush administration.
Before launching each of these acts of unprovoked aggression, Washington demonized the leader of the country. To get rid of one person, Washington did not flinch at murdering large numbers of people and destroying the infrastructure of the country. This tells you that Washington has no morality. None. Zilch. Therefore, Washington is capable of launching a preemptive nuclear strike. Back when nuclear weapons were puny by today’s standards, Washington nuked two Japanese cities while Japan was trying to surrender. That was in 1945, a lifetime ago. Whatever bits of morality that still existed then are long gone.
Today a CNN editor-at-large named Chris Cillizza, published online an article titled, “There’s a massive moral vacuum in the country right now.” At last, I thought, a presstitute has realized that Washington’s constant nuclear threats against other countries shows a complete disrespect for the life of the planet and indicates a moral vacuum. But no, the presstitute is talking about sexual harassment, especially that of Roy Moore in the 1970s. And it is all Trump’s fault. How can he lead when he harasses women himself? http://www.cnn.com/2017/11/16/politics/roy-moore-mcconnell-trump/index.html
President Trump intended to normalize relations with the other major nuclear power. He has been prevented from doing so by the military/security complex, the DNC, and the presstitutes.
Cillizza says sexual harassment is a “very big” consequence of Trump’s election. I am left wondering if CNN’s editor-at-large considers nuclear war to be as serious as sexual harassment.

Friday, November 17, 2017

COMMUNIQUÉ DE LA COORDINATION DU COMITÉ NO GUERRA NO NATO

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COMMUNIQUÉ DE LA COORDINATION DU COMITÉ NO GUERRA NO NATO

Mobilisons-nous pour que l’Italie signe et ratifie le Traité sur l’interdiction des armes nucléaires, adopté par les Nations Unies.

L’ICAN, coalition internationale d’organisations non-gouvernementales qui a reçu le Prix Nobel de la Paix 2017, communique que 243 parlementaires italiens ont signé l’ICAN Parliamentary Pledge, s’engageant ainsi à promouvoir la signature et la ratification par le Gouvernement italien du Traité sur l’interdiction des armes nucléaires, adopté par les Nations Unies le 7 juillet 2017.

   À l’Article 1 le Traité stipule que 1 “Chaque État Partie s’engage à ne jamais, en aucune circonstance :
a) Mettre au point, mettre à l’essai, produire, fabriquer, acquérir de quelque autre manière, posséder ou stocker des armes nucléaires ou autres dispositifs explosifs nucléaires;
b) Transférer à qui que ce soit, ni directement ni indirectement, des armes nucléaires ou autres dispositifs explosifs nucléaires, ou le contrôle de telles armes ou de tels dispositifs explosifs;
c) Accepter, ni directement ni indirectement, le transfert d’armes nucléaires ou autres dispositifs explosifs nucléaires ou du contrôle de telles armes ou de tels dispositifs explosifs”
   À l’Article 4 le Traité stipule : “Chaque État Partie qui a sur son propre territoire des armes nucléaires possédées ou contrôlées par un autre Etat, les retire du service opérationnel et les détruit dans les meilleurs délais”.

S’engager à promouvoir la signature et la ratification, par le Gouvernement italien, du Traité sur l’interdiction des armes nucléaires comporte donc, pour les signataires de l’ICAN Parliamentary Pledge, l’engagement à promouvoir :
  • le retrait sans délai du territoire italien des bombes nucléaires étasuniennes B-61 et la non-installation des nouvelles bombes nucléaires étasuniennes B61-12 et de toute autre arme nucléaire ;
  • la sortie de l’Italie du groupe de pays qui, à l’intérieur de l’Otan, “fournissent à l’Alliance des avions équipés pour transporter des bombes nucléaires, sur lesquels les Etats-Unis gardent le contrôle absolu, et du personnel entraîné dans ce but” (The rôle of NATO’s nuclear forces) ;
  • la sortie de l’Italie du Groupe de planification nucléaire de l’OTAN, sur la base de l’Article 18 du Traité ONU qui permet aux États Partie de conserver les obligations relatives à de précédents accords internationaux seulement dans les cas où ceux-ci soient compatibles avec le Traité.

 Nous invitons toutes les associations et personnes engagées pour le désarmement nucléaire à contacter chacun/e des 243 parlementaires*, en leur demandant de confirmer explicitement les engagements ci-dessus pris sous la signature de l’ICAN ParliamentaryPledge, et à apporter le plus grand soutien possible à ceux qui répondent positivement, pour que le Parlement décide que l’Italie signe et ratifie le Traité sur l’interdiction des armes nucléaires.

  • Voici la liste, publiée sur le site de l’ICAN, des parlementaires italiens signataires de l’ICAN Parliamentary Pledge. Les adresses email se trouvent dans les listes des députés et des sénateurs sur les sites de la Chambre des Députés et du Sénat :

Donatella Agostinelli, Roberta Agostini, Giorgio Airaudo, Luisella Albanella, Ferdinando Alberti, Tea Albini, Maria Amato, Ileana Argentin, Tiziano Arlotti, Massimo ArtiniMarco Baldassarre, Massimo Enrico Baroni, Giovanni BarozzinoTatiana Basilio, Sergio Battelli, Lorenzo Becattini, Eleonora Bechis, Silvia Benedetti, Marina Berlinghieri, Paolo Bernini, Massimiliano Bernini, Nicola Bianchi, Stella Bianchi, Fabrizio Bocchino, Antonio Boccuzzi, Lorenza Bonaccorsi,Alfonso Bonafede, Franco Bordo, Luisa Bossa, Chiara Braga, Paola Bragantini, Alessandro Bratti, Giuseppe Brescia, Beatrice Brignone, Marco BrugnerottoFrancesca Businarolo, Mirko Busto,Vanessa Camani, Azzurra Cancelleri, Salvatore Capone, Sabrina Capozzolo, Renzo Carella, Francesco Cariello, Paola Carinelli, Anna Maria Carloni, Elena Carnevali,Mara Carocci, Marco Carra, Ezio Casati, Vincenzo Caso, Laura Castelli, Andrea Cecconi, Susanna Cenni, Massimo Cervellini, Silvia Chimienti, Eleonora Cimbro,Tiziana Ciprini, Giuseppe Civati, Laura  Coccia, Matteo Colaninno, Andrea Colletti, Vega Colonnese, Claudio Cominardi, Miriam Cominelli, Emanuela Corda, Maria Coscia, Celeste Costantino, Roberto Cotti, Paolo Cova, Emanuele Cozzolino, Filippo Crimì, Davide Crippa, Diego Crivellari, Gianni Cuperlo, Angelo D’Agostino, Giuseppe D’Ambrosio, Federico D’Incà, Umberto D’Ottavio, Francesco D’Uva, Marco Da Villa, Fabiana Dadone, Federica Daga, Matteo Dall’Osso, Giuseppe De Cristofaro, Diego De Lorenzis, Loredana De Petris, Massimo Felice De Rosa, Daniele Del Grosso, Michele Dell’Orco, Ivan Della Valle, Alessandro Di Battista, Chiara Di Benedetto, Luigi Di Maio, Manlio Di Stefano, Federica Dieni, Donatella Duranti, Marilena Fabbri, Mattia Fantinati, Daniele Farina, Stefano Fassina, Marco Fedi,Francesco Ferrara, Vittorio Ferraresi, Andrea Ferro, Roberto Fico, Massimo Fiorio, Vincenzo Folino, Cinzia Fontana, Paolo Fontanelli, Filippo Fossati, Riccardo Fraccaro, Nicola Fratoianni, Luca Frusone, Maria Chiara Gadda, Chiara Gagnarli, Filippo Gallinella, Luigi Gallo, Laura  Garavini, Daniela Gasparini, Manuela Ghizzoni,Anna Giacobbe, Dario Ginefra, Silvia Giordano, Giancarlo Giordano, Andrea Giorgis, Maria Luisa Gnecchi, Marta Grande, Gero Grassi, Monica Gregori, Giulia Grillo,Giuseppe Guerini, Antonella Incerti, Florian Kronbichler. Giuseppe L’Abbate, Luigi Lacquaniti, Enzo Lattuca, Fabio Lavagno, Mirella Liuzzi, Roberta Lombardi,Marialucia Lorefice, Loredana Lupo, Patrizia Maestri, Andrea Maestri, Ernesto Magorno, Gianna Malisani, Matteo Mantero, Daniele Marantelli, Giulio Marcon, Raffaella Mariani, Umberto Marroni, Giovanna Martelli, Maria Marzana, Toni Matarrelli, Davide Mattiello, Alessandro Mazzoli, Gianni Melilla, Marco Miccoli, Salvatore Micillo,Corradino Mineo, Emiliano Minnucci, Margherita Miotto, Antonio Misiani, Michele Mognato, Sara Moretto, Delia Murer, Martina Nardi, Giulia Narduolo, Dalila Nesci,Nicodemo Oliverio, Giovanni Paglia, Erasmo Palazzotto, Annalisa Pannarale, Paolo Parentela, Oreste Pastorelli, Luca Pastorino, Serena Pellegrino, Caterina Pes,Daniele Pesco, Alessia Petraglia, Cosimo Petraroli, Ileana Piazzoni, Giuditta Pini, Michele Piras, Girolamo Pisano, Antonio Placido, Fabio Porta, Ernesto Preziosi,Stefano Quaranta, Lia Quartapelle, Stefano Quintarelli, Michele Ragosta, Roberto Rampi, Ermete Realacci, Franco Ribaudo, Lara Ricciatti, Gianluca Rizzo, Grazia Rocchi, Giuseppe Romanini, Paolo Nicolò Romano, Paolo Rossi, Anna Rossomando, Michela Rostan, Carla Ruocco, Giovanna Sanna, Francesco Sanna, Giulia Sarti,Mario  Sberna, Emanuele Scagliusi, Gea Schirò, Chiara Scuvera, Samuele Segoni, Angelo Senaldi, Marina Sereni, Camilla Sgambato, Carlo Sibilia, Girgis Giorgio Sorial, Maria Edera Spadoni, Arianna Spessotto, Veronica Tentori, Patrizia Terzoni, Marietta Tidei, Angelo Tofalo, Danilo Toninelli, Davide Tripiedi, Mario  Tullo,Tancredi Turco, Gianluca Vacca, Simone Valente, Andrea Vallascas, Franco Vazio, Liliana Ventricelli, Valentina Vezzali, Stefano Vignaroli, Alessio Villarosa, Sandra Zampa, Alessandro Zan, Giorgio Zanin, Pippo Zappulla, Filiberto Zaratti, Diego Zardini, Davide Zoggia, Alberto Zolezzi, Brando Benifei MEP.

Traduction: Marie-Ange Patrizio

Manlio Dinucci


SUBTITLES -- EN, FR, IT, PT, TR

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